
Birdwatching
Safari ornitologico in Tanzania
Oltre mille specie e un safari dai tempi lenti, pensato per chi ama osservare con attenzione
- Durata
- Su misura
- Dove
- Manyara, Tarangire, Serengeti e il sud
- Stagione
- Da novembre ad aprile arrivano gli uccelli migratori del nord
- Da
- 1525 $ a persona
L'esperienza
Oltre mille specie e un safari dai tempi lenti, pensato per chi ama osservare con attenzione
Dalle rive del Lago Manyara popolate di fenicotteri ai rapaci che sorvolano il Serengeti, fino alle aquile pescatrici del Rufiji, la Tanzania è una delle grandi mete africane per il birdwatching. Questo itinerario procede con calma e segue l'attività degli uccelli all'alba e al tramonto, per chi preferisce la profondità alla distanza.
- Oltre 1000 specie censite in tutto il Paese
- Una guida ornitologica specializzata
- Fenicotteri al Lago Manyara e rapaci nel Serengeti
- Si abbina a qualsiasi safari o a un'escursione in barca a Nyerere
Ogni appassionato di uccelli conosce il momento in cui le priorità si separano. Gli altri fuoristrada si accalcano attorno a un leone addormentato, mentre la Sua guida svolta piano su una pista laterale, perché qualcosa di piccolo e improbabile si è mosso tra i rami di un albero delle salsicce. Pochi secondi dopo un bucero di Von der Decken riempie il campo del Suo binocolo, e al leone si perdona volentieri il sonnellino.
La Tanzania è uno dei grandi Paesi africani per il birdwatching: oltre 1000 specie censite in habitat di straordinaria varietà, dai laghi salati orlati di rosa dai fenicotteri alla foresta fluviale, dalla savana aperta al bosco di miombo, dalla foresta di montagna alla costa. Un safari ornitologico riordina le priorità abituali e mette al primo posto il gruppo di animali più vario, senza rinunciare agli elefanti, che comunque tendono a passeggiare proprio nel mezzo dell'osservazione.
Che cos'è un safari ornitologico
Nella struttura è un safari privato con una guida specializzata, scandito dagli orari in cui gli uccelli sono più attivi: partenze all'alba, escursioni in fuoristrada più lente con lunghe soste, passeggiate dove i parchi le consentono e giornate organizzate per habitat anziché secondo il classico circuito dei grandi mammiferi. Una sequenza tipica può aprirsi con la foresta di falda del Lago Manyara, proseguire nel pomeriggio con le paludi di Tarangire e dedicare poi diversi giorni alle pianure del Serengeti, tra allodole, corrioni e cieli affollati di rapaci.
Ogni viaggio nasce su misura, e a tracciare il percorso è la Sua lista dei desideri. Chi cerca la varietà troverà un'offerta enorme nel circuito nord. Chi colleziona specie punta al sud, con le specialità del miombo di Ruaha e i fiumi di Nyerere, dove le escursioni in barca offrono le migliori occasioni del Paese per martin pescatori e gruccioni. I grandi animali non mancano: non rinuncia a nulla, se non all'impazienza.
Perché gli appassionati dovrebbero scegliere la Tanzania
**I numeri sono da continente.** Sono oltre mille le specie censite, decine delle quali non vivono altrove: pensi al pappagallo inseparabile di Fischer che guizza tra le acacie o al francolino pettogrigio che si muove tra i kopje del Serengeti. Due settimane ben pianificate possono superare le 400 specie senza imprese eroiche.
**Osservare è sorprendentemente facile.** Spazi aperti, grande densità di uccelli e animali per nulla disturbati dai veicoli creano un luogo ideale per imparare. Le otarde kori fanno la loro parata a bordo pista, le ghiandaie marine pettolilla posano come se fossero pagate per farlo e i serpentari camminano nell'erba all'altezza dei Suoi occhi, visti dal tetto apribile.
**Va bene anche per chi viaggia con un non appassionato.** Quando uno dei due osserva gli uccelli e l'altro no, pochi Paesi bilanciano la giornata così bene. Mentre l'appassionato riempie i taccuini, l'altro vede leoni e leopardi sulle stesse uscite, ed entrambi tornano a casa convinti che il viaggio sia stato pensato per loro.
Quando partire
dal gen al dic
Il birdwatching capovolge il calendario abituale del safari. **Da novembre ad aprile** è l'alta stagione: i visitatori paleartici arrivano a stormi da Europa e Asia, le specie stanziali fanno il nido con il piumaggio più vistoso e la campagna rigogliosa vibra di suoni. Il fatto che coincida con i parti dei gnu, nel sud, è un vantaggio in più: nella stessa mattinata può vedere predatori e passeriformi.
**Da giugno a ottobre** resta un periodo eccellente. Restano le specie stanziali, i rapaci e gli uccelli acquatici, e l'osservazione dei grandi animali raggiunge il culmine, a vantaggio di chi in fuoristrada non è appassionato di uccelli. In compenso mancano i migratori e ci sono meno colori da periodo riproduttivo. Chi punta a una lista lunga dovrebbe viaggiare nei mesi più umidi, con una giacca leggera antipioggia.
Una giornata sul campo
5:45
Il coro dell'alba con il caffè
L'ora migliore per il birdwatching comincia già al lodge, perché giardini e margini del campo sono habitat a tutti gli effetti.
6:30-11:00
La lunga uscita del mattino
Osservazione senza fretta, a motore spento, attraverso un habitat dopo l'altro, dal margine della foresta al bordo della palude fino alla prateria aperta. In un'ora possono entrare nella lista decine di uccelli nuovi.
Mezzogiorno
Le liste a pranzo
Si aggiornano gli appunti, si discute sulle guide da campo e si sceglie l'habitat del pomeriggio.
15:30-18:30
Un secondo habitat
Un ecosistema diverso da quello della mattina, come la riva di un lago salato, un corridoio fluviale o un paesaggio di kopje rocciosi, in cui trattenersi finché il sole non scende basso e dorato.
Al crepuscolo
Succiacapre e gufi
Dove lodge e regolamenti lo permettono, il turno di notte chiude la giornata: succiacapre sulle piste e gufi che chiamano nel buio.
Come si calcola il costo
Ogni safari ornitologico è costruito su misura e quotato caso per caso, perché percorso, stagione, competenza della guida e ritmo variano troppo per una tariffa fissa che abbia senso. In sostanza è un safari privato, quindi i costi si collocano in quella fascia di prezzo, con le variazioni descritte qui sotto.
- **La guida specializzata:** la voce più preziosa del budget. L'udito conta più delle ottiche, e quello di queste guide è straordinario.
- **Ambizione del percorso:** una settimana di birdwatching nel circuito nord costa più o meno come un normale safari privato, mentre estendersi ai parchi del sud comporta voli e campi remoti.
- **Ritmo e durata:** il birdwatching premia i viaggi lenti, con meno lodge, soggiorni più lunghi e meno spostamenti, e questo compensa in parte il sovrapprezzo della guida specializzata.
- **Stagione:** il periodo migliore, da novembre ad aprile, coincide con la stagione verde, quindi i prezzi dei lodge tendono a essere più morbidi rispetto a un affollato luglio.
Incluso
- Guida ornitologica specializzata e 4x4 privato
- Ingressi ai parchi e pernottamenti in pensione completa
- Escursioni in barca dove il percorso le prevede
- Checklist e supporto nell'avvistamento
Non incluso
- Voli internazionali e visti
- Mance
- Ottiche personali e guide da campo
- Assicurazione di viaggio
Che cosa portare
Porti il Suo binocolo, uno a testa, con 8x42 come misura ideale per l'osservazione in safari. Una buona guida agli uccelli dell'Africa orientale dimostra il proprio valore ogni giorno, su carta o sul telefono: l'app è più rapida all'alba, mentre la copia cartacea risolve le discussioni a pranzo. Un cannocchiale aiuta ai laghi salati e nelle pianure, se ne possiede uno, e possiamo procurarne uno noi. Per il resto vale il solito abbigliamento da safari dai colori neutri, con in più uno strato antipioggia nella stagione dei migratori.
- Binocolo 8x42, uno a testa
- Guida da campo dell'Africa orientale, libro o app
- Cannocchiale, se ne possiede uno
- Taccuino o app per le liste
- Abbigliamento neutro e protezione solare
- Strato leggero antipioggia per il periodo da novembre ad aprile
Galleria
In immagini
Viaggi
Safari costruiti intorno a questa esperienza
Domande
Da sapere
Una settimana mirata nel circuito nord permette di solito di registrare da 250 a 350 specie, e due settimane ben pianificate tra nord e sud possono superare le 400. Tre fattori spostano il totale: il periodo dell'anno (i mesi dei migratori aggiungono decine di specie), la varietà di habitat visitati e la frequenza con cui chi non è appassionato convince il gruppo a fermarsi per un leone.
Tutto il contrario. La Tanzania è probabilmente uno dei posti migliori al mondo per cominciare, perché gli uccelli sono grandi, audaci, colorati e vicini. Con una guida esperta che Le presenta ghiandaie marine, buceri e gruccioni nella prima settimana, la passione nasce per sempre, e molti principianti tornano a casa con la prima lista personale e una nuova fissazione.
A ben vedere lo è già. Il veicolo passa accanto agli stessi leoni e agli stessi elefanti e si ferma anche per le piccole cose. Per i gruppi misti definiamo apertamente l'equilibrio: uccelli al mattino e felini al pomeriggio, oppure giornate dedicate al birdwatching all'interno di un itinerario classico. Nessuno viene tenuto in ostaggio.
Da novembre ai primi di aprile, con febbraio e marzo al massimo: le specie paleartiche in visita sono presenti in forze, gli uccelli stanziali sfoggiano i colori della stagione riproduttiva e la stagione dei parti si svolge poco lontano, al sud. Porti uno strato antipioggia e accetti qualche cielo drammatico: la luce dopo un temporale è un vantaggio per la fotografia.
Perché una cifra che abbia davvero senso non si può dare. Sette giorni al nord con una guida ornitologica costano molto diversamente da due settimane che includono anche i voli per Ruaha e Nyerere. Ci indichi le date, gli habitat che desidera e le specie che non vuole perdere, e Le prepareremo il preventivo di un itinerario reale.
Sì, decine di endemismi e quasi endemismi. I più facili da trovare nei circuiti safari abituali sono lo storno cenerino a Tarangire, il pappagallo inseparabile di Fischer e il francolino pettogrigio tra i kopje del Serengeti, mentre i parchi del sud e le montagne dell'Arco Orientale ne ospitano un numero maggiore, se il Suo percorso li include.
Ne sono state censite oltre 1000, tra cui decine di uccelli endemici e quasi endemici, per esempio il pappagallo inseparabile di Fischer e il francolino pettogrigio. Sette giorni dedicati rendono in genere da 250 a 350 specie, e due settimane pianificate con cura possono superare le 400.
Continui a esplorare
Altre esperienze

Safari ornitologico in Tanzania
La aggiunga a un safari o costruisca un viaggio intorno a essa. Ai dettagli pensiamo noi.




